19 agosto 2008

Toccato dal fuoco

Descrivere la vita, la vita di noi, la vita di uno di noi, la mia vita.
Forse riassunta in questi versi, irrequieti e freneticamente veri, sublimi [...]

Il loro respiro e' l'irrequietezza, la loro vita
una tempesta che cavalcano, per infine sprofondare,
eppure tanto assueti e avvinti alla lotta,
che se i loro giorni, sopravvivendo ai pericoli passati,
s'intenerissero nella calma di un crepuscolo
si sentirebbero dal dolore e dall'apatia oscurati
da morirne; come una fiamma non alimentata
che ondeggiando si consuma, o come una spada
che abbandonata si divora e senza gloria arruginisce.



LORD BYRON, GEORGE GORDON
Da "childe Harold's Pilgrimage" canto III, stanza 44
in "Lord Byron: The Complete Poetical Works"

1 commento:

cellone ha detto...

califfo!!! dove sei finito? ci manchi!